Matteo Dario EMAIL

Ve lo ricordate il film “C’è posta per te” con Tom Hanks? Altri tempi. Eravamo alla fine degli anni 90 e un messaggio di posta era sempre un’emozione. Oggi non si fa quasi più caso alle email. Ma in tutto questo, ha ancora senso usarle per fare della promozione ai propri prodotti o alle proprie offerte? Direi proprio di sì.

Tuttavia farsi sentire diventa sempre più difficile tant’è che si inizia a parlare di processo anche per l’e-mail marketing oltre che per la SEO. Ho raccolto brevemente alcune best practice da tenere a mente anche per il 2020.

Segmentare, segmentare e segmentare

Prima di versare altro inutile inchiostro digitale, dai una bella e lunga occhiata alla tua lista. A parte il fatto di appartenere volontariamente alla lista, cosa hanno in comune tra di loro?

L’approccio di segmentazione più semplice da attivare si basa sul ciclo di vita del cliente, o in altri termini:

  • nuovi iscritti
  • nuovi clienti
  • iscritti/clienti attivi
  • iscritti/clienti dormienti
  • iscritti/clienti riattivati

Una valida alternativa è quella di basarsi su dati demografici (sesso, età, zona geografica). Ma perchè è importante la segmentazione? In realtà è molto semplice: utenti appartenenti allo stesso segmento (o cluster), avranno interessi affini, pertanto anche l’attenzione alla lettura di certi messaggi sarà differente,

Falle aprire queste mail

Quando si ripensa ad una campagna di email marketing, è piuttosto comune lanciarsi subito nel rimaneggiamento del copy, della grafica, o addirittura del magnet. Ma chi dovrebbe leggere le email. non vedrà mai il tuo fantastico contenuto se prima non clicca. Ci sono 3 aspetti da rivedere/ripensare prima di procedere con un cambio del copy:

  • Nominativo da cui parte la mail. Basta con i nomi dei brand o indirizzi dal sapore automatizzato (info@ o donotreply@). Ormai è diventato uso comune menzionare il team leader, il referente del customer care o il community manager
  • Oggetto. La lungezza dell’oggetto è stata sdoganata. Le cose a cui prestare attenzione sono altre, come la componente emozionale, la diversificazione (che va a braccetto con la segmentazione di prima) e il grado di complessita, ovvero “Simpler is better”.
  • Emojis e dettagli visivi. Non dimentache che la casella di posta è visuale. L’uso moderato di elementi che facilitino la lettura dell’oggetto e del corpo sono sicuramente un elemento di vantaggio nel migliorare il tasso di apertura della mail.

Pensa in mobile

Ora: considerando che in media 1 persona su 2 ha almeno 1 account in un social media e che in media spendiamo circa 1,5H al giorno su queste piattaforme e una grossa fetta di questo tempo avviene da mobile, credete davvero che l’usability dei siti e delle mail non venga influenzata da questo utilizzo?

Pensate le mail sempre a 1 colonna, con testi grandi abbastanza per essere leggibili da mobile ma soprattutto con un header asciutto nelle dimensioni in modo che l’essenza del messaggio passi senza dover scrollare.

Disiscriversi non è il male peggiore, ma offrite delle soluzioni alternative

Il tema della pulizia della lista di contatti è un aspetto fondamentale per tenere ragionevolmente alto il tasso di conversione. Tuttavia non è detto che chi vuole disiscriversi lo stia facendo perché non vuole più saperne nulla di voi. Magari non è interessato ad una parte degli argomenti che vengono trattati nella vostra newsletter. In fase di disiscrizione offrite la possibilità di uscire da alcune liste o di limitare la ricezione di alcuni messaggi.

Trattate le persone… come persone

Si lavora e si fatica per portarsi a casa uno straccio di contatto tuttavia si investe sempre troppo poco sulla qualità della conversazione post condivisione dei contatti. Prendetevi il tempo per:

  • Capire se state offrendo il giusto mix di informazioni utili per il segmento di riferimento.
  • Valutare la bontà della vostra segmentazione, grazie a dei test ma soprattutto senza prendervi il lusso di fare delle assunzioni forzate in base a dati demografici.
  • Pensare ad una soluzione migliore del rispedire una email che non è stata aperta al primo giro