Seo Obiezioni comuni

Search Engine Optimization, detta anche SEO, questa sconosciuta. Google odia i SEO, i clienti non ne capiscono a fondo il potenziale. Tutto questo accade nel territorio del Veneto, dove la digitalizzazione continua ad arrancare. Con l’aiuto di questo post del MOZ BLOG, ho sintetizzato le principali obiezioni e come rispondere a ciascuna di queste.

1. Altri canali portano più traffico/conversioni, quindi sono da preferire

Questa di sicuro è l’obiezione numero uno. Da quando lavoro in agenzia, tutti si lasciano sedurre dalle azioni di PPC e di Social Media Marketing, guidano più traffico, di conseguenza sono migliori della SEO. Ci sono diverse risposte a questa affermazione.

  • Il successo implica investimenti. Se stai investendo molto tempo, risorse e talenti su azioni di PPC o all’interno dei Social Media e non stai facendo nulla in organica, inevitabilmente la SEO non può portare risultati. Sembra una banalità ma quando si parla di traffico organico si pensa che sia qualcosa che prima o poi arriverà da solo, quindi si lascia sempre da parte.
  • Ogni canale ha diversi scopi e obiettivi. Ormai Facebook ha integrato nella sua piattaforma una serie di soluzioni che consentono di gestire un funnel senza mai uscire da Facebook, tuttavia non dimentichiamoci che il comportamento dell’utente è ancora centrato sull’engagement nei socal. La SEO invece contribuisce alla parte centrale del funnel
  • Click assistiti vs solo Last Click. Si apre un mondo sul tema delle attribuzioni. Qual’è il contributo di ciascun canale di traffico? A tal proposito, difficilmente il merito è esclusivo di un singolo canale, pertanto prima di escludere la SEO dalla propria strategia di digital marketing, vale la pena riflettere se e che peso ha nel portare la conversione.

2. La SEO è morta perchè le SERP sono piene di ads

Ovvero: i risultati di ricerca sono pieni di pubblicità, ergo la SEO non serve a niente.

  • Quali SERP stai guardando? Tutto dipende (sempre) da cosa stai scrivendo nel motore di ricerca. quando sei nella parte bassa del funnel stai già facendo una ricerca molto specifica, ricerca che spesso le ads non intercettano ma la SEO sì. SEO e SEA dovrebbero coesistere proprio perché la seconda intercetta una navigazione più specifica, mentre la SEA porta traffico più specifico.
  • Le persone cercano prima di acquistare: maggiore il prezzo, maggiore la ricerca. Cercano confronti con altri prodotti, valutano il prezzo, leggono recensioni. Tenete a mente tutto il percorso anzi, la customer journey.
  • Meglio assieme. Già anticipato in precedenza, ma andando nel dettaglio della prestazione delle campagne, emerge una migliore performance di queste ultime quando c’è una pagina di atterraggio ottimizzata SEO.

3. L’organico porta traffico, ma non quello giusto

Cercate di far distinzione tra il traffico organico e quello brandizzato. Chi googla il nome della vostra azienda o agenzia, sicuramente vi conosce già (o ha sentito parlare di voi). Il fatto che vengra riconosciuto il posizionamento per la chiave di ricerca “brand” e non con altre è sintomo di un riconoscimento del valore della SEO ma senza alcun tipo di investimento.

Il primo passo in questo caso è quello di entrare in Google Search Console e dare un’occhio alle query non legate al brand e guarda cosa guida le impressions e i click al sito.

4. La SEO è lenta

Per quanto riguarda i tempi, sicuramente la SEO rischia di sollevare delle perplessità in merito ai tempi

  • SEO non c’entra nulla con il growth hacking. Non attendetevi dei risultati istantanei o una crescita immediata
  • Metodologia + tempo= crescita. Credo che l’ambiguità nasca dal confronto con altre tattiche di crescita del traffico. La SEO non va considerata come una tattica ma è più un metodo. Va integrata nelle azioni quotidiane per raggiungere una sostanziale crescita.

5. Non si può misurare il ROI

Un grande dilemma, quello del Ritorno sull’Investimento (ROI), probabilmente il più frustrante di tutti.

  • Predizione del ROI. Voglio essere in grado di predirre il ROI prima ancora di iniziare a costruirlo. Direi che si tratta di un’osservazione corretta: se voglio investire, devo avere la sicurezza del risultato. Anche in questo caso non abbiamo la sfera di cristallo ma quello che si può realizzare è la costruzione di una curva combinando i dati di traffico attuale al sito con una curva di CTR in modo da simulare la prestazione nelle varie posizioni. Conoscendo e combinando questo con il volume di ricerca di una parola chiave o di una frase, potere offrire una stima di volume di traffico. Spesso, quando si lavora nel migliorare il posizionamento per una parola chiave, si finisce di migliorare il posizionamento per altri chiavi di ricerca. Il risultato? la vostra previsione sottostimerà il risultato finale.
  • Misurazione del ROI. Ancora più frequentemente, la misurazione del ROI è ciò che i vostri clienti vorrebbero fare con maggior frequenza. Voglio essere in grado di dimostrare che quello che stanno facendo è funzionale alla crescita del ritorno. Attenzione nel fare una distinzione tra il settaggio di obiettivi tra un sito e un e-commerce.
Category: SEO

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